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  • Immagine del redattoreEquus Studio

FILIPPO MARIA FEDERICI: INTERVISTA AL FONDATORE DI EQUUS ARCHITETTI

Aggiornamento: 20 apr 2023

Filippo Maria Federici, l’intervista al fondatore di Equus Architects, non un semplice architetto ma l’anima di ogni progetto.



Dopo aver conosciuto la nascita dello studio Equus Architects e quali sono i pregi di questo studio di architettura a Roma, in questo articolo andremo a conoscere meglio il suo fondatore: Filippo Maria Federici.

Filippo Maria Federici non è un semplice architetto e non è neanche solamente il fondatore di uno studio di architettura a Roma, ma è l’anima di ogni suo progetto. Un professionista creativo e di qualità che saprà realizzare la casa dei tuoi sogni.


Chi è Filippo Maria Federici?

Sono nato a Roma nel dicembre del 1979. Sono un creativo, forse è questa la parola che mi definisce meglio.

Da sempre estroso e ribelle alle convenzioni e alle regole.

Ho sempre amato disegnare, e da sempre sono stato incredibilmente attratto dall’ arte e dai suoi infiniti messaggi. Sempre contemporanea, sempre libera e indipendente. Con un foglio e una penna ho trovato il mio rifugio, la mia voce.


Qual è la tua formazione scolastica e professionale?


Dalle elementari per circa 11 anni ho studiato musica. Da prima flauto dolce, poi flauto traverso. Dopo tante battaglie familiari ho fatto il liceo artistico sperimentale, specializzandomi in beni culturali, questa è stata la scuola che ha segnato per sempre la mia vita. La scuola dell’arte e dell’anticonformismo.


Finito il liceo ho sentito un richiamo irresistibile per l’architettura e la scelta è stata velocissima e aggiungerei fortunatissima, già alla prima lezione è stato subito amore.


Mi sono laureato a Roma presso la facoltà di architettura della Sapienza e specializzato in efficientemente energetico presso la facoltà di architettura di Ferrara. Finiti gli studi per circa 8 anni ho assistito la Professoressa Salimei durante i corsi di progettazione del 3° anno e sono stato correlatore di oltre 60 tesi.


In quegli anni oltre a gestire il mio studio ho collaborato part-time con il Tstudio. Un grande studio specializzato in water front, per loro ho fatto il capo progetto e curato la parte energetica.


Cosa ti ha spinto a creare Equus?


La nascita di Equus Architects è stata la naturale conseguenza dopo anni di lavoro. Appena laureato ho aperto uno studio di architettura chiamato “Neoism” insieme a 4 miei compagni di corso. Con loro ho lavorato per circa 10 anni, ci siamo dedicati all’efficienza energetica e alla sostenibilità, specializzandoci in progettazione integrata.


In questi anni mi sono occupato prevalentemente di progettazione e della parte creativa. Affinando sempre di più le mie doti e il mio gusto per il bello e per il funzionale. Equus è per me lo studio della mia maturità, della consapevolezza e della voglia di osare.


Cos’è per te l’architettura?


Per me l’architettura è l’arte del vivere insieme nel bello e nella conoscenza. I suoi ingredienti sono lo spazio e la luce, materie plasmabili solo da mani sapienti e da cuori sensibili. Un cavallo nobile e forte ma ribelle all’ ignoranza. Un’opera d’arte in continua evoluzione.


Quando sei davanti ad un progetto da cosa trai la tua ispirazione?


La prima parte del processo creativo è sicuramente l’analisi. Amo immergermi nel contesto che ospiterà il nostro progetto. Cerco i problemi non risolti e provo a dare una gerarchia delle priorità.

In questa fase di studio ed ascolto, libero la mia penna e la mia mente. Spesso le ispirazioni vengono dal mio amore per l’arte (pittura, balletto, musica classica) e per il viaggio.



Come evolve nella tua mente un progetto?


La mia progettualità si può definire dirompente, tutte le strade vengono percorse e le mille idee diventano un fiume in piena. Tutto viene immerso e in questo modo tutto ciò che è superfluo viene portato via. Qui inizia la seconda parte del processo creativo, la selezione, la cernita. Il marasma creativo diventa soluzione e diventa una nuova via.


Perché un cliente dovrebbe affidarsi a te?


Una delle mie più grandi capacità è il problem solving. La mia vita familiare è stata improntata nell’accoglienza del diverso e dell’altro in genere. Questo ha generato in me una grande empatia e una grande capacità di ascolto facendomi sviluppare questa particolare caratteristica. Ai miei clienti dico sempre di guardare il mio lavoro, voglio essere scelto perciò che ho realizzato e non per quello che sono.


Quali sono le tue altre passioni al di fuori dell’architettura ma che ti permettono di alimentare la tua creatività?


Sicuramente l’opera lirica. Il teatro che si trasforma in circo dell’arte. L’emotività travolgente della musica, del ballo, l’emozione vibrante delle scenografie pittoriche. L’eleganza del pubblico che ama perdersi nel bello.



C’è qualcosa che cambieresti del tuo percorso lavorativo?


Nella mia vita sono stato sempre locomotiva, se potessi tornare indietro toglierei qualche vagone.


Se vuoi dare una nuova vita alla tua casa scegli Equus Architects, puoi contattarci compilando il form all’interno della sezione contatti.


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